Londra alternativa

PUO' LONDRA ESSERE UN PUNTO DI FUGA? SI' SE LA VIVI IN MODO ALTERNATIVO. PRIMA TAPPA DI UN VIAGGIO NELLA CITY

Londra alternativa. Per conoscere una città cosa c’è di meglio che frugarla a piedi, con gli occhi e le orecchie aperte? Prendiamo Londra, ad esempio. Girare per Londra, oggi, è una vera sfida. È tutta un continuo di lavori in corso. Londra si sta rifacendo il look con decine di cantieri aperti che non fanno che ripetere in modo ossessivo “Scusate il disagio”, naturalmente in inglese. Nuove fermate della metro sono in progetto e a quelle più logorate dall’uso e dal tempo viene fatto il lifting. In effetti, la metropolitana di Londra ha un gran bisogno di questi ritocchi, con le sue fermate anonime e i corridoi sotto stimati per il traffico attuale dei pedoni, si ritrova obsoleta e triste. E sì, Londra è fra le più popolate tra le metropoli europee e custodisce nel suo grembo, un traffico inimmaginabile di persone che transitano per le vie e si spostano sui mezzi in un caos disciplinato, che trova il suo momento di pace nei numerosi parchi. Lo stereotipo del londinese che va al parco e consuma qualcosa godendo dell’erba e dell’ombra, è ormai un classico, ma non è uno stereotipo. È proprio così che funziona!

I parchi sono sempre pieni di gente che si prende una pausa dalla vita frenetica che conduce, e si rilassa per un attimo. Nessuno ha paura di sporcarsi la gonna o di tingersi la camicia sull’erba, per cui, prima di andare al lavoro c’è sempre qualcuno che consuma la sua colazione nella pace del parco, ma anche all’ora di pranzo, e ancora c’è gente con qualcosa da bere alla sera. Nei parchi vive uno spicchio della sua vita, il giovane abitante di Londra, che corre e lavora per la maggior parte del suo tempo. Le panchine nei parchi, sono occupate, invece, dagli anziani che prendono il sole, o leggono il giornale, o fanno quelle cose che fanno i vecchi dopo aver lavorato una vita: si riposano come gli pare!

Il cuore di Londra ha le extrasistole: corre, salta, si affretta, trabocca di tutto: di negozi di ogni genere, di persone che affollano i marciapiedi tra i residenti convulsi e carichi di portadocumenti, di porta computer, di cellulari, di cuffie, di auricolari, e di turisti un po’ persi e un po’ emozionati; di locali tipici, finti tipici, locali di cucina etnica, franchising  gastronomici, negozi di ombrelli per tutti, ombrelli artigianali, ombrelli tascabili, buffi, eleganti, snob. Londra è tutto questo ma non solo. Svolti l’angolo e ti ritrovi con la storia addosso e il Tamigi, il Big Ben, il Tower Bridge, Saint Paul, Westmister, il blindatissimo  numero 10 Downing Street, e poi Piccadilly Circus e sembra di stare in tanti di quei film che se ne perde il conto cercando di ricordare.

Ma non si può dimenticare che Londra è una metropoli e non vive solo nel suo centro; è tutta da scoprire. Per esempio, andando verso Greenwick, quartiere più compassato, ricco oltre che dei soliti turisti, anche di richiami alla sua storia portuale con il Cutty Sarck, un clipper varato nel 1869 e totalmente restaurato, che appare disteso all’asciutto sul molo con la sua affascinante e terribile polena dal volto torvo,  proteso sull’ignoto (in fondo, si tratta della strega Nennie); il Museo Navale, l’Accademia Navale, l’Osservatorio e il Conservatorio e il mercato tutto da visitare e, se l’ora è quella giusta (ma credo lo sia sempre), è anche il luogo giusto per farci uno spuntino tra premute e centrifugati vari e cibi esotici. Irrinunciabile è poi un salto a Camden e lungo il suo Regent’s Canal con gli odori e le lordure tipiche di questi ambienti dove nessuno sembra farci caso, pieno com’è di turisti e residenti che passeggiano sull’argine che costeggia lo Zoo, o fa un giro in canoa facendo attenzione alle vecchie e cadenti case galleggiati che ornano le sponde. Andare per i vari mercati e per le vie è un’avventura necessaria, si corre il rischio di trovare di tutto per tutti i gusti: dal gelato istantaneo, realizzato con l’azoto liquido sotto gli occhi, al robivecchi; dall’artigianato africano, alle sciarpe e stole di lana dalla magica fattura lievi come tela di ragno e colorate come l’arcobaleno; gioielli artigianali e pietre antiche, acquerelli dalle fogge antiche e divertenti acquerelli con i supereroi; costumi di scena coperti di pizzi, dark, punk, emo, heavy, bellissimi e terribili; cappelli di ogni foggia per ogni esigenza: dal copricapo stile Queen Elisabeth, al cilindro di Phileas Fogg (quello del Giro del Mondo di Verne), o il copricapo con gli occhialoni da guida incorporati di  Dick Dastardly (il tipo sfigato del cartone La corsa più pazza del mondo). E anche qui da bere e da mangiare per ogni desiderio. E sempre in ogni direzione e in ogni via, una quantità di persone in movimento, una fiumana di ogni nazionalità si aggira senza sosta per tutta la zona.

Uno dei rifugi di discreta tranquillità restano i musei, che a Londra sono tutti da visitare e importanti. Restando proprio al centro, c’è il British Museum con i suoi reperti da tutto il mondo. Una raccolta incredibile capace di portarti dalla Mesopotamia, con i cardini della porta della città di Ur, all’Alaska dagli Inuit, circumnavigando il tempo e lo spazio per una esperienza da brivido. C’è la Tate Modern con una esposizione curata in modo da far sentire a proprio agio il fruitore, che affronta le opere d’arte moderna senza troppa soggezione, alla scoperta delle diverse sezioni permanenti e gratuite, come lo sono tutti i musei a Londra.  E la National Gallery con i suoi Tiziano, Raffaello, Leonardo, Antonello da Messina, Guercino, Piero della Francesca, Botticelli, diversi e vari fiamminghi con Eyck Jan Van in testa, Rubens, Rembrant e tanti, tanti altri da uscirne con la meraviglia negli occhi. E questi musei sono solo un esempio, mancano all’appello il Museo di storia Naturale, il Victoria e Albert Museum e ancora altri.

Quando poi, non ne potrete più della confusione, del traffico e del rumore, lasciate tutto e andate su, alla collina di Primrose Hill. Salendo a piedi, con calma, godendovi l’aria fresca e il sole (se c’è), lasciandovi avvolgere dal silenzio fatto dai piccoli rumori degli scoiattoli e dai volatili vari che popolano il parco. Mentre salite non voltatevi indietro, aspettate di essere arrivati proprio in cima, al belvedere segnato con un basso arco in cemento. A quel punto, non resta che fermarvi a guardare Londra così da lontano: il Tamigi che sembra segnare l’orizzonte, il profilo dei grattaceli della nuova zona finanziaria, la grande ruota panoramica. E mentre il sole si sposta in cielo, perennemente davanti agli occhi, ecco che si comprendono le parole incise nel cemento nella mezza luna proprio sul belvedere: “I have conversed with the Spiritual Sun. I saw him on Primrose-hill” William Blake.