Sudafrica: un miracolo della natura

Reportage di Marco Cassani

Animali in Sudafrica: coccodrillo

Sulla via dell’alba, viaggiando verso est, dove il Sole abbandona il suo giaciglio nelle profondità dell’oceano Indiano per irraggiare di rinnovato splendore la vita diurna, il viaggio si perde dopo il tramonto su strade circondate da boschi ed acquitrini. Nulla dorme. Nulla è silenzioso. Un mimetico brulichio notturno sfrutta l’ombra delle tenebre per crescere e prosperare. Sono le lande del galagone, del leopardo, dell’ippopotamo. È il paese degli zulù, uno dei luoghi più radicati nell’immaginario collettivo come terra d’incontro tra uomo e natura.

Animali in Sudafrica: attenti all’ippopotamo

Animali in Sudafrica: ippopotami

Talvolta il loro rapporto è semplice, talvolta più complicato; raramente risulta privo di conseguenze. A Santa Lucia, piccolo paese non distante dal confine con il Mozambico, questa stretta convivenza sfocia in cartelli segnaletici raffiguranti coccodrilli e ippopotami in attraversamento notturno e recinzioni ai lati delle strade. Soprattutto per gli ippopotami, questa preoccupazione è ampiamente giustificata. Il pericolo di questi animali è più che un monito segnaletico. Apparentemente placidi e impacciati durante il giorno, quando non è raro vederli immobili in acqua nella stessa posizione per ore, questi mastodontici animali hanno l’abitudine di pascolare agilmente in branchi durante la notte, scorrazzando senza alcuna preoccupazione tra case, strade e campi coltivati. Spesso si rivelano molto aggressivi. Non è un caso che l’ippopotamo sia l’animale che causa più vittime in Africa. Vengono stimati circa 3.000 morti l’anno. Vederlo brucare di notte, nella più completa oscurità, con gli abitanti del luogo che gli passano poco distante a piedi o in bicicletta, apparentemente ignari della sua presenza, lascia inquieti.

I big five

Tuttavia, la ricca fauna del luogo porta con sè più benefici che inconvenienti. L’eccezionale biodiversità e l’incredibile varietà di paesaggi, rendono l’area del Kwazulu-Natal unica al mondo. I big five (elefante, bufalo, rinoceronte, leopardo e leone) sulle terraferma, distribuiti tra la game reserve Hluhluwe-Imfolozi e l’area naturale dell’iSimangaliso Wetland Park, le megattere a solcare in migrazione le acque davanti alla costa e la barriera corallina poco oltre, creano un business che dà lavoro a tutta la regione. Operatori turistici, ristoratori, albergatori, negozianti, rangers, guide naturalistiche, traghettatori e venditori da strada, tutti sono figli di questa economia; la città con i ristoranti, gli alberghi e il centro commerciale ne sono il riflesso.

L’inizio di un tour in questa terra con la visita all’iSimangaliso è una scelta che viene ripagata. Il Wetland Park è stato il primo sito in Sudafrica riconosciuto come patrimonio dell’UNESCO, nel 1999. Nelson Mandela scrisse a proposito del parco: “L’iSimangaliso deve essere il solo posto sul pianeta dove il più antico mammifero terrestre, il rinoceronte, e il mammifero più grande del mondo, l’elefante, condividono l’ambiente con il pesce più antico del mondo, il celacanto, e il più grande mammifero marino del mondo, la balena.” iSimangaliso significa “miracolo” o “meraviglia”. Un significato che si accresce sul volto dell’escursionista che, attraverso verdi praterie, fitti boschi e rigogliose mangrovie, immerse in paludi e corsi d’acqua vivi e selvaggi, giunge fino alle distese sabbiose che si mescolano alle prorompenti onde dell’oceano Indiano. Lungo il percorso, l’incontro con rinoceronti, babbuini, facoceri, antilopi, bufali e decine di uccelli arricchisce questa indimenticabile esperienza. Durante le soste, i turisti sono spesso preda dei furti dei cercopitechi verdi che, senza alcun timore, assaltano i cestini da pic-nic poco sorvegliati. L’assoluta confidenza di queste scimmie è un serio problema che può sfociare in pericolosi atti di aggressività nei confronti dell’uomo. Visti i loro canini, non è un problema di poco conto. Ovunque, pannelli illustrativi intimano ai viaggiatori di non dare da mangiare agli animali in alcun caso. Più discreto, timido e silenzioso, il red duiker, una piccola antilope del bush, ci accompagna come un grazioso folletto dei boschi per tutta la visita.

Animali in Sudafrica: leopardo

Di ritorno in paese, il ponte della città offre un emozionante tramonto tra il volo dei pellicani bruni, le picchiate dei martin pescatori, le ballate dei limicoli, la danza dell’aquila di mare, la muta presenza dei coccodrilli e il ruggito degli ippopotami. La vivacità naturale del Sudafrica è un lampo che abbaglia; dopo migliaia di chilometri, muta tra regione e regione, con sempre nuove sfumature, ma mantenendo costantemente intatta la propria carica vitale e senza perdere mai slancio. In Sudafrica la natura chiama e tu non puoi fare a meno di risponderle.

Prima di sera, lungo la strada che conduce alla laguna, ci imbattiamo in alcuni ragazzi intenti a intagliare la buccia di uno strano frutto legnoso. “Sono le monkey’s apple” ci informano; “Le scimmie ne sono ghiotte. Quando seccano cadono dagli alberi e rimangono molto resistenti”. Con meticolosità e perizia, disegnano pittoreschi motivi staccando la buccia verde e scoprendo il rivestimento chiaro più interno. Elefanti, rinoceronti, ippopotami e coccodrilli sono i modelli di questi artisti. Zaac! Ad ogni tocco inferto col coltello. Zaac! Ad ogni scaglia che cade per terra… L’animale si risveglia, la natura si desta…Zaac! L’uomo e la natura… Zaac! Un taglio netto che profonde il senso dell’unione. A cena ci accoglie un rustico ristorante di pesce lungo la via principale di Santa Lucia. Un Kinglip fritto, una specie di merluzzo che popola i litorali sudafricani, è l’ultimo atto degustativo di questa regione. Un sapore intenso e delicato si sprigiona ad ogni morso. E ad ogni morso lo senti, l’intenso e delicato rapporto tra uomo e natura.

Calava la sera sull’oceano Indiano e il sole si posava, dietro alle palme, sulle dune di sabbia scolpite dai respiri del tempo, reduci d’incontri dall’impronta antica e senza origine. I passi affondavano nella distesa dorata. Chiudendo gli occhi, i pensieri si diradavano, la mente era obnubilata dall’immensità che si stagliava di fronte ad essa ed inerme guidata in un viaggio onirico dal profumo di antiche origini, paesi lontani, prologhi dimenticati. Fu solo un istante e il vento dal sapore esotico mi riportò alla realtà di queste terre, alla loro grandezza, al viaggio che ininterrotto proseguiva verso altri paesi.