Fare il giornalista, o meglio, “essere” giornalista, è una professione affascinante. Il mondo della comunicazione ha subito negli ultimi anni profonde trasformazioni e l’accesso alla professione è sempre più difficile, in quanto le testate giornalistiche sono sempre di meno e soffrono per gli effetti di una crisi che ha duramente colpito il settore.

Punti di Fuga, in controtendenza rispetto a quasi tutte le testate giornalistiche, vuole offrire ai giovani una opportunità: quella di conseguire il primo accesso alla professione, cioè diventare giornalista pubblicista. E’ il primo step del giornalismo, che consente di accedere poi, nel tempo, al professionismo. Punti di Fuga è dunque una “scuola” di giornalismo che forma gli aspiranti e giovani giornalisti, insegnando le regole del mestiere (gli aspiranti giornalisti scrivono e pubblicano i loro “pezzi” sul giornale) e avviandoli nel percorso che consentirà loro di iscriversi all’Albo nazionale del giornalisti  – elenco pubblicisti e di conseguire il tesserino di giornalista pubblicista. Tale percorso, in sintesi, prevede innanzitutto la formazione del candidato affinché impari il mestiere, cioè a scrivere secondo le regole del giornalismo, la pubblicazione  su una testata giornalistica registrata diretta da un giornalista (nel nostro caso un giornalista professionista) di almeno 60 articoli nell’arco di un biennio, retribuiti secondo una precisa consuetudine economica, e il superamento di un colloquio finale (dopo i due anni) presso l’Ordine del Giornalisti, per il quale il nostro candidato sarà opportunamente preparato.

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Il giornalismo in Italia è regolato da leggi e dalla deontologia professionale, ed è garantito e “governato” dal prestigioso Ordine Nazionale dei Giornalisti. Vediamo le norme che regolano l’accesso alla professione. L’articolo 45 della legge 3 febbraio 1963, n. 69 sancisce che nessuno può assumere il titolo né esercitare le funzioni di giornalista se non è iscritto all’albo professionale. L’appartenenza all’Ordine dei Giornalisti è deliberata dal Consiglio territorialmente competente che dispone l’iscrizione e conferisce al destinatario il peculiare status professionale. Il provvedimento ha natura giuridica di atto di accertamento ricognitivo ed è soggetto, in sede giurisdizionale, al sindacato esclusivo del giudice ordinario. Dall’iscrizione all’Ordine deriva, per il giornalista, il sorgere di diritti e doveri (art. 2) e l’assoggettamento a particolari poteri disciplinari. L’Albo è custodito presso l’Ordine regionale; il Consiglio provvede alla sua tenuta e ne cura annualmente la revisione. Esso è ripartito in due elenchi: professionisti e pubblicisti.

L’Albo contiene tutti i dati anagrafici nonché la data di iscrizione (da cui decorre l’anzianità dell’iscritto) ed il titolo in base al quale è avvenuta. La domanda di iscrizione deve essere proposta al Consiglio dell’Ordine nella cui circoscrizione regionale l’interessato ha il domicilio professionale, allegando la documentazione richiesta dalla legge per provare il requisito professionale (a seconda che l’iscrizione sia richiesta per l’elenco dei professionisti o dei pubblicisti). Vediamo le modalità di iscrizione che interessano maggiormente ai nostri candidati, cioè elenco pubblicisti dell’Albo. Spiega l’Ordine Nazionale: per l’iscrizione nell’elenco dei pubblicisti sono necessari il possesso dei requisiti di legge (cittadinanza, assenza di precedenti penali; l’attestazione di versamento della tassa di concessione governativa); la presentazione degli articoli, a firma del richiedente, pubblicati in giornali e periodici e i certificati dei direttori delle pubblicazioni, che comprovino l’attività pubblicistica regolarmente retribuita da almeno due anni; la documentazione dei compensi percepiti negli ultimi 24 mesi, che devono essere in regola con le norme fiscali in materia; gli adempimenti connessi alla decisione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti del 17 giugno 2009 contenente il documento di indirizzo per l’iscrizione all’elenco dei pubblicisti (corsi, colloquio).