I giardini di Capalbio: tarocchi e arte in mostra

Un viaggio esoterico tra arcani maggiori, figure archetipiche e la natura rigogliosa del parco più bello di Capalbio

Una fuga dalla quotidianità per entrare a far parte di un mondo onirico avvolgente. Questa è la sensazione che pervade non appena varcata la soglia del Giardino dei Tarocchi, ideato dall’artista franco-statunitense Niki De Saint Phalle e realizzato in una frazione di Capalbio, in provincia di Grosseto. Ispiratasi al Parque Guell di Antoni Gaudì a Barcellona, Niki De Saint Phalle ha progettato e seguito in prima persona la costruzione, iniziata alla fine degli anni ’70 ed interamente autofinanziata, delle ventidue figure rappresentative degli Arcani maggiori dei Tarocchi. Affiancata da diversi collaboratori, tra cui il marito Jean Tinguely, noto per le sculture semoventi “mécaniques”, l’autrice ha completato l’opera a metà degli anni ’90. L’ingresso si presenta con una parete in mattoni e un cancello di forma circolare, disegnati dall’amico architetto Mario Botta, che separano volutamente ed in modo netto le due realtà, dentro e fuori del Giardino.

All’interno si viene subito catturati visivamente dalle sculture più grandi, realizzate in loco forgiandole con intelaiature metalliche, completate da gettate di cemento e ricoperte di frammenti di ceramica e specchio. Immerse nel verde rigoglioso, le superfici si snodano passando morbidamente da un arcano all’altro, senza tralasciare il minimo particolare, in una ricchezza di simboli e messaggi esoterici. Le sculture più piccole, costruite in poliestere, sono state eseguite a Parigi e successivamente collocate nel Giardino. Per Niki De Sain Phalle la realizzazione questo luogo fiabesco ha rappresentato un vero viaggio iniziatico, in cui si è sentita messa alla prova per superare molte difficoltà, che hanno coinvolto direttamente la sua situazione finanziaria e la sua salute. Ma la ferma convinzione al raggiungimento dell’obiettivo e la tenace passione l’hanno portata al compimento del monumentale lavoro. L’imponente struttura dell’Imperatrice è l’antesignana degli altri soggetti, una madre protettiva espressa nelle fattezze di una grande Sfinge. Alcuni Arcani dei Tarocchi hanno l’aspetto di animali mitologici che spuntano dai cespugli con i loro tentacoli e bocche spalancate, oppure sono riprodotti come figure femminili caratterizzate da una ferma presenza. Il contesto irreale e magico rende il tutto una continua sorpresa, dalle piccole decorazioni alle frasi impresse a terra nel cemento dei percorsi e alle sedute con lo schienale a forma di serpente. Ogni Arcano contiene il suo preciso insegnamento, che va ricercato ed interpretato nelle mille sfaccettature di cui è composto.

Entrando nel Giardino dei Tarocchi va disattivata la parte mentale razionale, lasciando emergere quella più intuitiva e spontanea, per mettersi in sintonia con queste figure archetipiche e interpretarne i messaggi. La comunicazione può avvenire anche ad un livello più fisico, toccando le superfici, sentendo come cambiano i materiali e le forme, guardando la propria immagine frantumarsi nella miriade di specchi, abilmente ricomposti per dare una nuova veste all’involucro. Oppure lasciandosi attirare negli antri dai colori contrastanti, disseminati di piccoli cuori, mani, protuberanze, disegni, scritte, come un fitto sovrapporsi di voci variegate.

Niki De Saint Phalle ha vissuto all’interno dell’Imperatrice, scelta come dimora per rimanere completamente immersa nell’energia del luogo, dove riuniva le maestranze durante i lavori e dove ha ideato gli altri Arcani. E’ stato studiato un arredamento minimale e perfettamente funzionale, contenuto in spazi dalle pareti sinuose, rivestite interamente a specchio. La vasca da bagno è rossa e circondata da un serpente blu, dalla cui bocca esce il doccione, mentre il tavolo da pranzo è un piano carico di simboli colorati incastonati in un mosaico di specchi, impreziositi dai riflessi della luce che gioca sulla superficie. Abitare spazi fuori dagli schemi come questi presuppone molto coraggio ed una forte motivazione, ingredienti che non sono certo mancati a Niki De Saint Phalle, nel crearsi una quotidiana fonte di ispirazione che le ha permesso di mantenere il ruolo della protagonista al centro della sua favola esclusiva.

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PUNTO DI FUGA Giardini di Capalbio
Perché è un punto di fuga (giudizio dell’autore) Perché è al confine fra fantasia e realtà
Punteggio da 1 a 10 8
Consigli Non tralasciate nulla
Un luogo si classifica punto di fuga se ti mette a stretto contatto con la natura e la natura è dominante
se ti fa star bene con te stesso se ti fa venir voglia di non tornare più a casa
se ti dà emozioni forti se, una volta tornato, lo porti con te nel cuore