Giro del mondo su un’Honda 600

DIARIO DI VIAGGIO DI THOMAS FERRARI, CHE STA ATTRAVERSANDO IL MONDO CON LA SUA MOTO

giro del mondo in moto

Diario di viaggio di Thomas Ferrari, ingegnere informatico e ricercatore, che ha preso la sua moto, la sua ragazza e ha cominciato a girare il mondo. Ecco la sua testimonianza.

Mi chiamo Thomas Ferrari e dopo più di 30 anni ho afferrato i comandi e ho schiacciato ESC. Scuola, università, lavoro… ho pagato il pizzo, quel che resta mi appartiene. Così ho impacchettato tutto ciò che di più prezioso avevo: il mio tempo, la mia famiglia e la mia passione, e ho preso in mano la mia via. Non che conosca qualche rotta segreta (il capolinea è lo stesso per tutti) ma il paesaggio lo scelgo io. Sono partito perché non credo nei valori della società del consumismo in cui vivevo, sono partito per aver tempo per vivere e non per ritagliarlo tra un impegno e l’altro. Così un giorno qualsiasi del mese di luglio 2011 insieme alla mia ragazza Agata, laureata in Mediazione Linguistica culturale (ovvero in lingua cinese) siamo partiti in sella alla mia moto Honda Transalp 600 del 1991 per fare il giro del mondo.

“La meta finale è la stessa per tutti, ma il paesaggio me lo scelgo io”

La moto l’abbiamo chiamata “Serena” per la tranquillità e nonchalance con cui ci ha ripetutamente lasciato a piedi durante il viaggio di prova in Spagna. Il nostro avventuroso viaggio è iniziato verso Est, senza nessuna fretta, cercando di evitare il più possibile le metropoli, senza una meta prefissata, senza sponsor, nessun itinerario, ma con il solo obiettivo di conoscere il mondo, e di sfruttare al massimo il visto di entrata di ogni paese per visitarlo, conoscerne gli usi, i costumi ed anche un po’ di lingua locale. Provare cioè tanti diversi modi di vivere la vita. Per mantenerci abbiamo fatto di tutto: custodi di un albergo, tuttofare in un campeggio, camerieri, guide turistiche, promoter, falegnami, contadini, manager in una guest house. Poi addirittura siamo finiti su tutti i cartelloni pubblicitari di Lahore (Pakistan) come fotomodelli di una catena di abbigliamento. Ma soprattutto lavoriamo tramite internet: Agata come traduttrice, mentre io sviluppo qualche software di ricerca su commissione nell’ambito della chemo-informatica.

Di luoghi ne abbiamo visti veramente tanti insieme: Bosnia, Serbia, Macedonia, Grecia, Turchia, Georgia, Armenia, Iran, Emirati Arabi, Pakistan, Nepal, India, Sri Lanka. Abbiamo attraversato il passo percorribile più alto al mondo sull’Himalaya a 5.602 metri. Abbiamo percorso due delle strade più pericolose al mondo. Abbiamo assistito ad una lezione del Dalai Lama… e tanto altro ancora. Poi, dopo alcuni anni insieme, le nostre strade si sono divise, io ho proseguito da solo, ho attraversato la Birmania, la Thailandia, la Cambogia, il Laos e la Malesia e sono appena arrivato in Indonesia! Ma il viaggio continua…


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PUNTO DI FUGA Giro del mondo in moto
Perché è un punto di fuga (giudizio dell’autore) Perché è una autentica scelta di  libertà
Punteggio da 1 a 10 9,5
Consigli Bisogna avere il coraggio e la determinazione di Thomas Ferrari: “la meta finale è la stessa per tutti, ma il paesaggio me lo scelgo io”
Un luogo si classifica punto di fuga se ti mette a stretto contatto con la natura e la natura è dominante
se ti fa star bene con te stesso se ti fa venir voglia di non tornare più a casa
se ti dà emozioni forti se, una volta tornato, lo porti con te nel cuore