La montagna d’oro che dà vita al Ticino

SVIZZERA, NELLA GOLA DEL PIOTTINO C'E' UNA STRADA DIMENTICATA DA TUTTI. SCOPRITELA CON NOI

Il Ticino, con i suoi 248 km di lunghezza è il principale affluente del Po per volume d’acqua ed in assoluto il secondo fiume italiano per portata d’acqua: difficile immaginare che possa anche avere le sembianze di un torrente ed attraversare una stretta e suggestiva gola nei primi chilometri del suo percorso. Eppure è così. Il fiume dà anche il nome all’unico Cantone completamente di lingua italiana della Confederazione Svizzera, più famoso per essere il forziere d’Europa che per le bellezze naturali, ed è l’affluente che forma il lago Maggiore in territorio Svizzero, dal quale esce in provincia di Varese dopo averlo alimentato.

Tra le curiosità di questo incredibile e versatile fiume c’è quella di sgorgare da una montagna ricca di oro, in passato sfruttata dai minatori, e di trasportarne ancora le pagliuzze nel suo percorso, al punto che il mestiere di cercatore d’oro, oggi rigorosamente consentito solo a mano e senza ausili meccanici di qualsiasi tipo, è un hobby relativamente diffuso lungo gran parte del suo corso, seppure non così redditizio per poterne fare un vero lavoro.

Ma è proprio in territorio Svizzero ed in una delle zone più frequentate d’Europa che si sviluppa il mistero più grande, una gola profonda e suggestiva nascosta a fondo valle e trascurata dai tanti di passaggio, perché alla difficile e stretta strada cantonale si preferisce la veloce ed ampia autostrada che vi passa proprio sopra. Correndo sulla striscia di asfalto che porta milioni di turisti da nord a sud e viceversa per le vacanze estive ed invernali attraverso il tunnel del San Gottardo non si può certo immaginare che proprio sotto l’autostrada, tra i comuni di Giornico, famoso anche per le sue sette chiese medievali, e Lavorgo, si estende una stretta gola solo intuibile persino dalla strada cantonale, ma dove le passeggiate nella natura sono davvero impareggiabili: la gola del Piottino da cui si snoda l’antica “strada Urana”.

Costruita nel 1560 circa dagli urani, i padroni della Leventina del tempo, la strada attraversa senza aggirarla la gola del Piottino, un tempo era controllata dal Dazio Grande, che oggi ospita un ristorante, e nel 1819 il Cantone Ticino la trasformò nella prima strada carreggiabile della zona. Fino ad allora le strade del Piottino erano transitate solo da muli carichi di balle di fieno e fardelli, ma grazie ai lavori di ampliamento poterono transitare carri e diligenze. Poi questa preziosa arteria viaria fu abbandonata. Oggi è ancora lì, sconosciuta ai più, ma suggestiva e piacevole, restaurata dall’associazione Pro Media Leventina, è percorribile a piedi od in bicicletta, per una giornata davvero differente. Percorsi nella natura e poco frequentati che vale la pena di seguire e l’amenità dei luoghi donano serenità anche al solo attraversamento.