Le lacrime del ghiacciaio Morteratsch

UNA DELLE PIU' VASTE DISTESE DI GHIACCIO D'EUROPA STA SCOMPARENDO

In Svizzera, in Engadina, la scultura “Le lacrime del ghiacciaio” apre il sentiero che porta al gigante di ghiaccio, il Morteratsch, il terzo ghiacciaio più lungo delle Alpi orientali: gli escursionisti “piangono” perché il ghiacciaio sta scomparendo. Ogni anno, migliaia di metri cubi di ghiaccio si sciolgono e diventano “lacrime” che alimentano il torrente che scorre accanto al sentiero. Un itinerario che ha come colonna sonora lo scorrere dell’acqua, che poche ore prima era parte del ghiacciaio.

La scultura dedicata al pianto del ghiacciaio (nella foto a sinistra) è solenne, un requiem di addio a un ghiacciaio che 120 anni fa arrivava fino al punto in cui oggi sorge la scultura. In poco più di un secolo, 2 km di ghiacciaio si sono sciolti, i 4 km si sono quindi dimezzati e dove il ghiaccio ricopriva con il suo gelo la terra, è stato ora costruito un sentiero didattico che porta verso quel che rimane dell’imponente ghiacciaio Morteratsch: 16 pannelli informativi in diverse lingue (anche in italiano) mostrano dove arrivava il ghiacciaio negli anni passati e spiegano la sua vita e quella della natura che si “risveglia” alla luce del sole. Si scopre che dal 1878 si ritira con una media di 18 metri l’anno. Dove il ghiaccio è ormai sparito da parecchi anni è già presente una ricca vegetazione, con fiori, erba, larici e molte varietà di piante alpine. Man mano che ci si avvicina al ghiaccio, il paesaggio cambia radicalmente, fino a diventare un deserto di massi, di pietre, di recenti morene, di detriti, sabbia e sassi che il ghiaccio ha formato nel suo cammino a ritroso, come potete vedere nella foto qui sotto.

Si cammina su questo facile sentiero (adatto anche alle famiglie in quanto è percorribile anche con il passeggino), in costante leggera salita e ci si sorprende nel leggere le notizie dei pannelli informativi. E’ impressionante pensare che 10.000 anni fa il ghiaccio ricopriva buona parte della Svizzera e in questo periodo, con l’aumento delle temperature, si formavano i laghi di Lugano, di Como, Maggiore, Garda, il lago di Ginevra etc… ed ancora più impressionante leggere che nel 1860 gli abitanti dell’Engadina erano preoccupati in quanto il ghiacciaio avanzava pericolosamente verso le case: a quell’epoca (piccola glaciazione) i ghiacciai si espandevano rapidamente per il costante abbassamento delle temperature. La valle si era spopolata a causa del clima “glaciale”, è proprio il caso di dirlo; molti si trasferirono in Italia per poi ritornare in Svizzera quando le temperature iniziarono ad alzarsi. Nel 1860 il ghiacciaio raggiunse la sua ampiezza massima, da quell’anno iniziò a ritirarsi: una benedizione per gli abitanti dell’Engadina che scongiurarono il pericolo di vedere i villaggi inghiottiti dal ghiacciaio.

Su grossi massi sono segnate le date di quando sono le gigantesche rocce sono  “venute alla luce” in senso letterale: dopo anni il ghiaccio, sciogliendosi, ha “portato alla luce” massi e terra. Come impressionanti lingue i due ghiacciai del Pers e del Morteratsch si spingono dalle cime glaciali e innevate del Piz Palü e del Piz Bernina in direzione di Pontresina. Presso Isla Persa, situata tra le correnti glaciali, i due bracci si riuniscono in un’unica lingua, che termina dopo appena 2 km, la punta è l’arrivo del sentiero didattico.

Il paesaggio è lunare, un’ampia conca di sabbia, sassi, massi, si confonde con il ghiaccio, dal colore grigio e marrone a valle, e bianco verso le vette delle montagne. Si cammina consapevoli che un paio d’anni prima il sentiero non esisteva, era ricoperto dal Morteratsch e si guarda avanti, dove c’è ancora il ghiacciaio, pensando che tra un paio d’anni il sentiero sarà più lungo e arriverà ancora più in cima. Il fragore dell’acqua è fortissimo. Le “lacrime” del ghiacciaio scorrono velocemente e riempiono il torrente.

Toccare l’acqua ghiacciata è una sorta di rituale, un saluto al ghiaccio che scorre via, verso la valle, per poi raggiungere il mare del Nord, arrivando fino in Olanda, a Rotterdam. Un lungo viaggio che parte proprio da qui, punto di partenza e di arrivo anche di tutti quelli che hanno percorso i due km di sentiero didattico e arrivano nel ventre del Morteratsch senza che il ghiacciaio abbia più segreti. Da ogni parte le pareti lasciano scorrere l’acqua freddissima, che si riversa nel torrente; è un pianto che non si può fermare ma solo osservare. In silenzio. E nel silenzio si sente anche la voce del ghiaccio, la sua rottura, il suo sospiro, le slavine in lontananza che sembrano singhiozzi.

Info dettagliate su come arrivare al ghiacciaio: https://www.myswitzerland.com/it-it/sentiero-del-ghiacciaio-del-morteratsch.html. Info generali sull’Engadina: www.engadin.stmoritz.ch

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