Linea Cadorna, Piancavallo e Verbania protagonisti della storia

FU COSTRUITA COME DETERRENTE CONTRO GERMANIA E AUSTRIA. OGGI E' UN ITINERARIO TUTTO DA SCOPRIRE

Domina il Lago Maggiore proprio sopra il comune di Cannero, di fronte a Luino, e pur non essendo un percorso troppo impegnativo è meno conosciuto di altre più famose anche se non così interessanti mete. In poco meno di mezzora, con un percorso praticamente in piano, si può raggiungere la vetta del Monte Morissolo dove oltre alla vista impareggiabile giacciono le rovine della fortificazione che facevano parte della Linea Cadorna, una serie di impianti militari fortificati fatti costruire dal Generale Luigi Cadorna per prevenire gli attacchi di Germania e Austria durante la prima guerra mondiale.

UTILE ALLO SCOPO

La linea, meno conosciuta delle più ampie ed imponenti Maginot o Vauban in Francia, fu un silente baluardo a difesa dei nostri confini che, secondo lo stesso Generale Cadorna che la fece costruire, “fu inutilizzata ma non inutile”. La ragione dell’affermazione risiede nel fatto che la storia non ha mai registrato nessuna offensiva della Germania o dell’impero austro-ungarico, ma proprio la presenza della linea e di queste fortificazioni avrebbero scoraggiato gli avversari. Complessivamente 72 chilometri di sbarramenti tra l’Ossola e le Orobie con 25mila metri quadrati di baraccamenti ed 88 appostamenti per batterie di pezzi di artiglieria sono ancora oggi collegati da 296 chilometri di camionabili e 398 di carrarecce e mulattiere.

PER TUTTI  I GUSTI

La tappa sul Morissolo, quindi, può essere considerata sia una facile escursione familiare fuori porta che parte di un più impegnativo percorso per gli amanti del trekking e della montagna che non disdegnano i panorami mozzafiato. Si parte a piedi dal Centro Auxologico di Pian Cavallo, che si può facilmente raggiungere in auto da Verbania Intra, e percorrendo il sentiero si domina immediatamente il lago, fino ad arrivare a destinazione, quando, dalla posizione privilegiata del forte, lo sguardo si apre più ampiamente sui dintorni, Piemonte, Lombardia e Canton Ticino (Svizzera) sono ai nostri piedi e sembra di poterli toccare solo allungando la mano. Lungo il percorso si trovano alcuni pannelli tramite i quali è possibile identificare le cime circostanti, e arrivati a destinazione tre croci commemorative sono il punto migliore per ammirare il sottostante lago ed i tetti di Cannero.

CAUTELA ED ATTENZIONE

Proseguendo sul sentiero si può salire all’area delle cannoniere del forte da dove la vista è persino più suggestiva, attenzione, però, anche se sembra di volare siamo in montagna e non abbiamo le ali, quindi la prudenza è sempre fondamentale, specie quando l’ambiente è così spettacolare da indurci a rischiare di fare qualche passo falso.

Mentre si cammina su questi ruderi, fortunatamente mai utilizzati, non si può fare a meno di pensare alla fatica che è stata necessaria per costruire questo baluardo a protezione dei nostri confini, una così importante, anche se meno conosciuta, pagina fondamentale della storia italiana da essere stata dichiarata patrimonio nazionale per il suo valore storico-culturale.