Londra, una parabola nella storia

PUO' LONDRA ESSERE UN PUNTO DI FUGA? SI' SE VISITI IN MODO INTROSPETTIVO. SECONDA TAPPA DI UN VIAGGIO NELLA CITY

Londra è una parabola nella storia. Come sempre, è attraversata dagli austeri taxi neri, che debbono all’occorrenza poter  ospitare  sul  sedile posteriore  passeggeri col cilindro in testa, e gli autobus continuano ad essere a due piani ed allegramente rossi. Ovunque si volge lo sguardo è tutto un fermento di vita, un via vai continuo di gente che corre a lavoro o a fare shopping, turisti intenti a farsi i selfie davanti ai monumenti, artisti di strada che si esibiscono davanti a folti capannelli di curiosi, e poi locali di tutti i tipi, dal rigattiere alla boutique di alta moda, dal negozio underground frequentato solo da punk alla gioielleria dalle vetrine luccicanti di diamanti, dal pub del Settecento al ristorante pluristellato. E’ una città in continua evoluzione, che guarda continuamente al futuro, ma senza dimenticare le proprie origini, di cui andrà sempre fiera. Un proverbio inglese avverte che a Londra quello che non é antico e neppure recente é semplicemente vittoriano. E in effetti lo stile architettonico influenzato dai 64 anni di regno della Regina Vittoria, dal 1837 al 1901, ha veramente scolpito la fisionomia della capitale. Fino ai primi del XIX secolo la sua area era limitata a quella dell’originaria città romana, ed era circondata da umili villaggi e terreni coltivati: ma a partire da allora, grazie soprattutto al vertiginoso sviluppo industriale che, che andava di pari passo con il rafforzarsi dell’Impero coloniale, ci fu un’espansione senza precedenti e ovunque cominciarono a spuntare nuove costruzioni, palazzi e fabbriche, strade e stazioni ferroviarie, per non parlare poi di tutti  gli enormi musei, i magnifici teatri, le sale da concerto e le sedi delle istituzioni culturali e scientifiche, i meravigliosi parchi e i rigogliosi giardini. Londra divenne ben presto la più grande metropoli del mondo, le sue strade divennero sempre più affollate e sporche e ci si rese conto che sarebbe stato impossibile attraversare la città in tempi ragionevoli utilizzando solo treni e carrozze a cavalli. Nel 1863 fu inaugurata la Metropolitan Railway, la prima ferrovia sotterranea del mondo, che sarebbe diventata l’odierna Tube che, con le sue 382 fermate e i suoi oltre 400 chilometri di percorso, collega ogni punto della città come un’immensa ragnatela. Per muoversi a Londra senza spendere un capitale è essenziale acquistare una London Travelcard, giornaliera o settimanale (il cui prezzo varia da 15 a 73 sterline, a seconda della tipologia) che permette di usare qualsiasi linea della metropolitana o degli autobus di superficie, senza alcun limite di percorso e quante volte al giorno si vuole, oppure la Oyster Card (a partire da 22 sterline), una tessera ricaricabile che permette di viaggiare su tutti i mezzi pubblici e consente di pagare una corsa singola in metropolitana a metà prezzo (2.30 sterline invece di 4.80).

Di edifici antichi da vedere ne restano ben pochi, tra cui spicca l’austera Torre di Londra (foto di Beatrice Caldovino), vecchia di quasi mille anni, che veniva spesso e volentieri utilizzata come prigione, dalla quale raramente si usciva vivi. Oggi la Torre è molto più accogliente, grazie all’esposizione dei favolosi gioielli della Corona: un’esposizione di corone e scettri d’oro massiccio impreziositi dai più grandiosi diamanti al mondo, i celeberrimi Koh-i-Noor e i favolosi Cullinan. Dopo che la città fu quasi rasa al suolo dallo spaventoso incendio del 1666, la ricostruzione cominciò dalla City of London, affacciata sul Tamigi e all’ombra della Cattedrale di Saint Paul, che a dispetto della sua estensione di meno di 3 km quadrati, pari appena alla cinquecentesima parte della vasta metropoli, é il cuore pulsante dell’economia inglese, sede della Banca d’Inghilterra e della Borsa, punto di snodo di fiumi di denaro provenienti da ogni angolo del pianeta. Finanza, commercio, convegni, conferenze, tutto qui è fatto su misura per gli uomini d’affari, il cui detto preferito è che “se la City starnuta l’Inghilterra si prende il raffreddore”. Accanto alla City si è sviluppata anche la nuova città sorta sulle ceneri dei “Docklands” (i magazzini portuali), grandiosa e fantasiosa, una vera e propria sfida al futuro, ma anche controversa come ogni altra grande impresa: musei, gallerie, abitazioni, uffici e locali alla moda affacciati sul fiume si sono imposti come la nuova Londra “in”. Le vie della capitale britannica sono piene di targhe, installate a partire dalla fine dell’Ottocento, che segnalano le case o gli studi dei grandi artisti vissuti in città nelle diverse epoche. La città è sempre stata un polo d’attrazione per le personalità più influenti nel mondo dello spettacolo e della cultura, che hanno lasciato il segno e creato tendenze che da qui si sono in breve diffuse nel resto del mondo. Nell’Abbazia di Westminster, nella quale sono sepolti tutti i reali d’Inghilterra, si trovano ad esempio le tombe di celeberrimi cittadini londinesi, come uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, scopritore della legge di gravitazione universale, Sir Isaac Newton, e il padre della letteratura inglese Geoffrey Chaucer, la cui tomba ha rappresentato la “prima pietra” del Poets Corner, l’angolo dei poeti, dove hanno trovato riposo altri importanti uomini di lettere, come ad esempio Charles Dickens, autore del meraviglioso Canto di Natale. Per informazioni: www.visitbritain.com