L’uomo che brucia nel Nevada

IN UNA CITTA' CHE NON ESISTE VA IN SCENA UN EVENTO IMPOSSIBILE

Sembra uno scherzo, ma non lo è: l’uomo che brucia è il “Burning Man”, un festival che dura ben otto giorni ripetuto regolarmente ogni anno dal 1991, anno della prima edizione, nella città che non esiste, Black Rock City, una città che si forma e vive solo per alcuni giorni sulla distesa salata (sabkha) dell’immenso Deserto del Black Rock nello Stato del Nevada, a 90 miglia, circa 150 km, dalla città permanente di Reno, località “civile” più vicina. Il festival è nato come un esperimento di comunità e come intima espressione e radicale fiducia in sé e si concretizza in un grande rituale al termine del quale si brucia un enorme fantoccio di legno. La cerimonia si tiene il sabato sera della settimana prescelta, che è quella che termina con la festa del Labor Day americano, a settembre.

Al Burning Man di Black Rock City, a parte il rituale alla base della manifestazione, tutto è estemporaneo, non ci sono concerti con grandi nomi e non ci sono esibizioni pubblicizzate, ogni partecipante può organizzare esibizioni, mostre d’arte, performance, workshop, giochi e quant’altro in piena libertà e democrazia e nella possibilità di segnalarli o meno all’organizzazione di questo bizzarro festival. Anche se sembra tutto così libero qualche regola c’è, ed è anche severa, infatti i partecipanti devono essere totalmente autonomi e portare con sé l’attrezzatura da campeggio, i generatori di elettricità, il cibo e l’acqua per la propria sopravvivenza, dato che le uniche cose che si possono vendere in città ghiaccio e caffè, inoltre il baratto ed il dono sono le uniche forme ammesse scambio, moneta e qualsiasi titolo bancario sono severamente banditi. Persino le attività di sfruttamento commerciale dell’evento sono vietate, all’arrivo in città tutte le macchine fotografiche e le videocamere devono essere registrate e chi ha intenzione di effettuare riprese o fare fotografie a scopo commerciale deve ricevere l’autorizzazione dall’organizzazione del festival che non consente la ripresa di alcuni eventi speciali. Inutile anche tentare di comunicare con l’esterno, a Black Rock City i cellulari non funzionano e tutto si svolge generalmente di notte a causa delle alte temperature che durante il giorno superano facilmente 40 °C all’ombra, mentre la notte, tempeste di sabbia improvvise permettendo, si abbassano di diverse decine di gradi. La vita non è facile a Black Rock City, per questo motivo gli organizzatori sconsigliano di portare bambini all’evento.

Dato il grande afflusso di persone, che si è avvicinato negli ultimi anni alle 70.000 presenze durante le spettacolari cerimonie rituali, l’organizzazione, è stato imposto dalle autorità il limite massimo di 68.000 partecipanti ed è stato introdotto nel 2013 il marchio registrato Black Rock City LLC ed il pagamento di un biglietto di ingresso di 380 dollari. Il rigido disciplinare di controlli introdotto dai fondatori dell’evento, Larry Harvey, Marian Goodell, Harley Dubois, Michael Mikel, Will Roger Peterson e Crimson Rose hanno prodotto l’effetto di ridurre, dopo la forte crescita di presenze registrata dal 2007, con 47.366 persone registrate, al 2013, con 69.600 nell’ultima giornata, di non registrare più di 66.000 persone per edizione. Presenze in calo, ma pur sempre un grande evento, soprattutto se ricordiamo che Black Rock City non esiste.

PUNTO DI FUGA Black Rock City
Perché è un punto di fuga (giudizio dell’autore) Perché è una città che non esiste
Punteggio da 1 a 10 8
Consigli Bisogna avere molta creatività, soldi da spendere e voglia di fare un viaggio in Colorado, sfidando deserto e temperature atroci
Un luogo si classifica punto di fuga se ti mette a stretto contatto con la natura e la natura è dominante
se ti fa star bene con te stesso se ti fa venir voglia di non tornare più a casa
se ti dà emozioni forti se, una volta tornato, lo porti con te nel cuore