Massaggiatori con il futuro fra le mani

E’ un decreto del 1928 la legge che istituisce la figura del “massaggiatore capo-bagnino”, l’unica figura ad oggi riconosciuta dal Ministero della Salute quale operatore che svolge una delle cosiddette “arti sanitarie”. In pratica la figura del massaggiatore. A Bergamo (con filiale a Busto Arsizio in provincia di Varese) c’è una delle più importanti scuole in Italia che forma massaggiatori riconosciuti dalla Regione e dunque abilitati ad operare alle dipendenze di una struttura sanitaria. Si chiama Synapsy ed è uno storico istituto bergamasco, creato molti decenni fa da Gianfranco Bresciani. Abbiamo deciso di occuparci di questa antica professione perché, in questi tempi di crisi occupazionale, sta diventando una delle professioni del futuro. Ed è quindi un ottimo punto di fuga lavorativo.

Un titolo riconosciuto in tutta Europa

“Il titolo di massaggiatore capo bagnino – spiega il preside della sede di Busto Arsizio dell’istituto, Matteo Tuvinelli – è il titolo riconosciuto in Italia e nell’ambito dell’Ue che permette di esercitare il massaggio in ambito sanitario, in qualità di massaggiatori, cioè all’interno di un centro medico, di uno studio, di una struttura sanitaria. Un’attività che non è ovviamente in competizione con quella del fisioterapista, il cui percorso formativo e le cui attività in ambito sanitario sono assai più complesse e articolate, in quanto si basano su competenze decisamente più ampie. Ma resta il fatto che il massaggiatore capo bagnino – la definizione è rimasta inalterata nell’arco di novant’anni – è una figura che ha precise e specifiche competenze e compiti: utilizzare il massaggio e la manipolazione come terapia per affrontare diverse patologie”. Pensiamo, ad esempio, a tutte le problematiche muscolari, che purtroppo colpiscono in modo sempre più insidioso a causa della riduzione dell’attività fisica e della sedentarietà. La manipolazione e il massaggio sono da un secolo e oltre delle ottime terapie per alleviare e risolvere le sofferenze.

Scuole a confronto

La figura di massaggiatore capo bagnino si differenzia nettamente da quella formata nelle moltissime scuole di massaggio nate e proliferate negli ultimi anni: massaggio estetico, massaggio aiurveda, massaggio orientale, massaggio sportivo, massaggio svedese e così via. “Ogni attività formativa è sempre da valorizzare e da apprezzare – spiega Matteo Tuvinelli – ma a differenza di tutti gli altri percorsi formativi, quello del massaggiatore capo bagnino ha un valore diverso in quanto, contrariamente alle altre, è una figura riconosciuta dal Ministero della Salute ed è presente fra le professioni elencate dal Ministero”. Ed è proprio questa la linea di demarcazione fra il massaggio sanitario, il cui titolo è riconosciuto a livello istituzionale, e il massaggio estetico e dunque collegato alle attività del benessere.

Un percorso formativo iniziato novant’anni fa

“Gli studenti provengono da tutta l’Italia” spiega Tuvinelli. Fin dal lontano 1929 la legge prevede che per accedere alla scuola si debbano avere o un titolo di scuola superiore o di scuola professionale di almeno 2 anni. Le lezioni sono giornaliere (ma vi sono anche corsi intensivi durante il weekend per gli studenti-lavoratori) e le materie sono quelle tipicamente sanitarie: fisiologia del corpo umano, anatomia, patologia e così via, più naturalmente materie specifiche come lo studio dell’apparato muscolo-scheletrico e della neurologia, indispensabili per la formazione del massaggiatore. Molto spazio è riservato alla parte pratica e, come disposto dalla Regione Lombardia, ci sono moltissime ore di tirocinio presso centri medici specializzati. “E’ indubbiamente una professione che deve piacere – conclude Tuvinelli – ma è anche una straordinaria opportunità occupazionale, viste le difficoltà che si incontrano nel mondo del lavoro: il massaggiatore certificato è infatti una professione che offre molteplici sbocchi”.