Una mela al giorno? Toglie il medico di torno

mela

La mela è una preziosa difesa per la nostra salute. Il vecchio detto “una mela al giorno toglie il medico di torno” nasconde importanti verità. Questo frutto è infatti un farmaco naturale e contiene grandi quantità di potassio, vitamina B, acido citrico e acido malico. Inoltre sono presenti la vitamina B1 e B2, tiene sotto controllo la glicemia, regolando quindi l’assorbimento degli zuccheri, è facilmente digeribile e si può consumare anche a fine pasto. Infine, se consumate regolarmente, le mele abbassano il colesterolo cosiddetto “cattivo” (LDL) e aumentano quello buono (HDL) anche in pochissimo tempo e sono considerate preziose nella prevenzione di ictus e tumori.

La presrtigiosa rivista scientifica Annals of Oncology ha inoltre pubblicato uno studio in cui sono stati analizzati oltre 8 mila pazienti. I soggetti che non consumavano mele sono stati confrontati con quelli che ne consumavano una e più al giorno. Il rischio di tumore nei consumatori di mele è diminuito del 21% per il cancro del cavo orale, del 25% per il cancro esofageo, del 20% per il cancro del colon retto, del 18% per il cancro della mammella, del 15% per quello ovarico e del 9% per quello della prostata. Secondo le stime dei ricercatori, dal 20 al 40% dei tumori del tratto digerente in Italia è associabile al basso consumo di frutta e verdura. La varietà di mela più efficace nella prevenzione tumorale sarebbe quella renetta seguita dalla Stark Delicious e dalla Granny Smith. Tutto questo è dovuto ad una sostanza antiossidante presente nella mela, denominata procianidina, che riesce a contrastare in modo efficace l’invecchiamento delle cellule e quindi lo svilupparsi dei tumori. La mela previene inoltre le malattie cardiache, tra cui l’infarto; il motivo è da ricercarsi nella ricchezza di flavonoidi che hanno ottime proprietà antiossidanti e contiene delle sostanze denominate fitonutrienti che hanno la proprietà di prevenire l’insorgere di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer ed il morbo di Parkinson. I nostri nonni la sapevano lunga.