Il museo del ghiaccio

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Photo Paolo Zanzi

A Solda, in Alto Adige, il grande alpinista himalayano Reinhold Messner ha trovato il luogo ideale per costruire il museo “MMM Ortles – Alla fine del mondo”, uno splendido e inconsueto museo dedicato al mondo dei ghiacci eterni ed il ristorante “Yak & Yeti”, attiguo al museo, dove assaggiare la carne di Yak.

Il Messner Mountain Museum di Solda, in Val Venosta, con la sua incredibile costruzione sotterranea, è dedicato con i suoi 300 m2 ai temi dei ghiacciai e del ghiaccio. Il ghiaccio è il filo conduttore che lega le vette delle montagne con il paese di Solda: insieme all’architetto venostano Arnold Gapp, Reinhold Messner ha realizzato questa struttura davvero unica. Si tratta del più piccolo museo di Messner (il quale nelle Alpi ha costruito 6 musei dedicati tutti alle montagne) ed anche il più concettuale e artistico. Collocandosi in un punto particolare della caverna, attraverso il vetro, è possibile scorgere la cima dell’Ortles, re della regione e, in particolare, cavallo di battaglia di Solda.

Reinhold Messner

Reinhold Messner spiega: “I tre poli, il Polo Nord, il Monte Everest (detto anche Polo Est) e il Polo Sud, simboleggiano la fine del mondo ovvero i confini estremi della terra in termini di latitudine e in termini di elevazione. Sono luoghi eternamente ricoperti da una coltre di neve, dove regnano freddo e tempeste. Nonostante non abbiano nulla di accogliente, questi punti di fuga sono diventati oggetto della vanità umana perché spingersi fin lì è un’impresa incomparabile che dà fama e prestigio”.

Dentro al ghiacciaio: le sensazioni
Photo Tappeiner
Photo Tappeiner: sotto terra c’è il museo. L’apertura a zig zag che si vede nella foto costituisce l’incredibile “finestra” che lascia entrare la luce dentro al museo. All’interno, sembra di essere in un crepaccio.

Il MMM Ortles accompagna i visitatori a scoprire il terrore del ghiaccio e dell’oscurità, i miti dell’uomo delle nevi e del leone delle nevi, il white out (ovvero il bianco completo, quando non si distingue l’orizzonte, in quanto tutto è bianco) e il terzo polo, si viaggia tra queste sale attraverso due secoli di storia degli attrezzi da ghiaccio, dello sci, dell’arrampicata su ghiaccio e delle spedizioni ai poli.  Il locale prende luce dall’alto, da una vetrata che attraversa il soffitto come il crepaccio di un ghiacciaio. In questa grande sala, si ha l’impressione di essere dentro ad un ghiacciaio, dentro un crepaccio, tra freddi pareti e la luce che filtra dalle fessure; una rampa scende verso una caverna artificiale realizzata interamente in cemento armato a vista. Il freddo è interpretato in tutte le sue declinazioni. Il museo accoglie inoltre la più grande raccolta mondiale di dipinti e fotografie dell’Ortles.

 

 

 

 

 

 

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