Namibia, la rabbia di Dio

Si narra che, durante la creazione del mondo, in un momento di rabbia, Dio abbia creato la Namibia: il paese dei contrasti. Non esiste al mondo un Paese così arido, inospitale, un luogo dove la vita è difficile non solo per gli esseri umani ma anche per gli animali: il paese delle aspre montagne, dei profondi canyon, delle immense dune di sabbia, dei deserti che finiscono direttamente nel mare, in cui la nebbia e il freddo si alternano a temperature impossibili. Un punto di fuga ideale per chi vuole davvero intraprendere un percorso esplorativo, dentro e fuori di sé.

La gemma più bella della Namibia è l’Etosha Park, una delle più affascinanti riserve faunistiche dell’intera Africa. Fra gli operatori turistici, al primo posto c’è Evolution Travel, perché offre una serie di proposte decisamente ricca e completa. Il viaggio comincia da Windhoek, la capitale della Namibia, si procede verso Spreetshoogte Pass, uno dei più bei passi montani del paese da cui si gode lo splendido panorama della piana del Namib, quindi Solitaire, un piccolo insediamento e tappa di rito per chiunque percorra le strade di questa regione. Si riparte prima dell’alba, così da entrare all’apertura dei cancelli del Namib-Naukluft National Park, e poter godere degli effetti delle prime luci dell’alba sulle splendide dune di sabbia, con la visita dei Vlei (pozze effimere praticamente sempre asciutte) più famose e cioè Dead Vlei e SossusVlei. Nel tardo pomeriggio si prosegue per il Namibrand Nature Reserve Wolwedans Dune Lodge e da qui si riparte il giorno successivo per un’escursione del Deserto del Namib (arido da oltre 80 milioni di anni, è considerato il deserto più antico del mondo e si estende tra Namibia, Angola e Sudafrica) e l’area protetta del Namib Rand Nature Reserve. Il viaggio prosegue in direzione nord attraversando il Namib-Naukluft National Park, visitando la “Valle della Luna” per arrivare a Swakopmund. Da qui si parte per un’escursione in barca nella laguna di Walwis Way per l’avvistamento di otarie, pellicani, fenicotteri, delfini. Il viaggio prosegue, lungo strade secondarie, per Brandeberg nel cuore del Damaraland, quindi Sesfontein, porta d’ingresso del Kaokoveld, terra degli elefanti del deserto. Visita ai villaggi himba , fiero popolo seminomade che cerca di preservare le sue tradizioni e la sua cultura Si prosegue verso Opuwo, e poi l’Etosha National Park per i safari.

In quattro per quattro

ghepardo-etosha-national-parkSplendida alternativa è un viaggio on the road con automezzi fuoristrada 4×4, a noleggio, perfetti per il territorio, per scoprire, in autonomia e in sicurezza, un fantastico paese e per conoscere la sua natura spettacolare, la popolazione Himba, i paesaggi unici come: dune di Sossusvlei, il deserto del Namib, le piante preistoriche, i graffiti e le pitture rupestri, la colonia di migliaia e migliaia di otarie di Cape Cross sull’oceano Atlantico.

Tra Namib ed Etosha

gazzella-oryx-sulle-dune-a-sossuvleiAltra soluzione straordinaria è un itinerario che parte da Windhoek e della township Katutura, prosegue per Mariental e arriva ai margini del deserto del Kalahari, il quarto al mondo per estensione (tra Botswana, Zimbabwe, Namibia e Sudafrica), caratterizzato dalla sua sabbia rossa. Fra le tappe ci sono Solitaire, un piccolo insediamento e tappa di rito per chiunque percorra le strade di questa regione, il Namib-Naukluft National Park, il Namib-Naukluft National Park, per visitare la “Valle della Luna” e lo Swakopmund con escursioni in barca nella laguna di Walwis Way per l’avvistamento di otarie, pellicani, fenicotteri, delfini. Il viaggio prosegue, lungo strade secondarie, per il massiccio del Brandeberg nel cuore del Damaraland, quindi Sesfontein, porta d’ingresso del Kaokoveld, dove lungo il letto dei fiumi asciutti o percorrendo profondi canyon, in fuoristrada, si seguono le tracce lasciate dagli elefanti del deserto in un territorio dove ne sopravvivono circa 600, in perenne movimento alla ricerca di acqua e di cibo. Visita ai villaggi himba , fiero popolo seminomade che cerca di preservare le sue tradizioni e la sua cultura Si prosegue vin direzione dell’Etosha National Park per i safari. Nella lingua oshivambo il nome Etosha significa “grande luogo bianco”, per il colore del suolo del deserto salino che costituisce il 25% dell’area del parco.