Paguri alla riscossa

Sono egocentrici, probabilmente anche “palestrati” (considerato che si portano appresso conchiglie che pesano molto più di loro), sono curiosi e per nulla timidi, ma giustamente si spaventano se li prendi in mano. Sono simpatici e ti scrutano con i loro occhietti neri, dal basso verso l’alto. Traslocano e cambiano casa man mano che crescono: la loro conchiglia, spesso rovinata dal mare e dal moto ondoso, è tutto quello che hanno. Benvenuti nel mondo dei paguri, questi piccoli e fenomenali crostacei che abitano le spiagge tropicali.

La rivincita dei paguri

Il paguro è un piccolo crostaceo dall’addome ricurvo e molle, necessario per poter prendere possesso della sua conchiglia e per portarsela addosso durante l’intera vita. Quando avverte un pericolo, cioè quando ad esempio lo tiriamo su dalla sabbia, si chiude all’interno, pronto però a fare capolino appena sente la sabbia sotto le chele. La sua coda è perfetta per afferrare, entrare e aggrapparsi con forza all’interno del guscio della conchiglia, che cambia, come dicevamo, periodicamente, man mano che cresce e dunque quando quella vecchia comincia ad andargli stretta. Vive in ambienti marini, in comunità o colonie, ma ne esistono anche di specie terrestri. Troppo curioso, talvolta invadente (quando te ne stai sdraiata a prendere il sole e comincia a camminarti addosso ti vien voglia di spararlo lontano come una biglia), è un grande mangiatore di frutta. Un ghiottone. Ispeziona e controlla con cura tutto ciò che di nuovo arriva nel suo territorio, sempre a caccia di qualcosa da mangiare: non si ferma davanti ad un sacchetto, che provvede ad aprire con le chele per poi “rubare” porzioni piccole di ciò che vi è di commestibile all’interno. Soffre il caldo e difatti nelle ore di sole se ne sta rintanato vicino alle radici della vegetazione, nonché di qualsiasi altra cosa gli faccia ombra, inclusa una infradito (quindi attenzione quando le indossate, per evitare di schiacciarne qualcuno).

Quando sbarchi su un isolotto deserto, come quelli delle Maldive o dell’Oceano Pacifico, e ti sdrai all’ombra di una bella palma, pensi di essere finalmente sola: invece no, eccoli che arrivano di gran carriera a controllare chi sei, cosa fai e se hai cibo. Occhio quindi alla frutta che ti porti dietro perché se la comunità è numerosa te la spolpano mentre sonnecchi al sole e quando ti svegli dalla pennichella, il pranzo se n’è andato. Meglio appenderla ad un ramo. Rubano con destrezza e abilità, accorti e silenziosi. Solo velocissimi e quando arriva il primo, è seguito da tutti i suoi compari. Si lanciano a capofitto pur di arrivare per primi e gustare il boccone migliore. Ma sono anche un’ottima compagnia, soprattutto dopo ore di dolce-far-niente, perché ci puoi giocare e addirittura organizzare gare di velocità: scegli sempre il paguro migliore, se vuoi vincere la scommessa con gli amici. Un passatempo straordinario se ti ritrovi abbandonata sull’isola deserta e attenzione: non è detto che il paguro più grosso sia anche il più veloce. Come in tutte le cose della vita, chi vince si prenda la fetta migliore di frutta.