Paura dell’aereo?

UN DECALOGO CONTRO LA PAURA DI VOLARE

La paura di volare è una brutta bestia. Sì, perché come tutte le cose irrazionali, non è facilmente controllabile, e ci limita molto negli spostamenti, nella scelta della meta delle vacanze (molte delle mete più belle richiedono viaggi aerei), insomma incide sulla nostra facoltà di muoverci e di viaggiare.

E’ una paura irrazionale se consideriamo il fatto che c’è un incidente aereo ogni 7 milioni e mezzo di voli. E che nel 2017 i morti per incidenti aerei nel mondo sono stati 44, contro oltre un milione di morti per incidenti stradali. Sì, avete capito bene: ogni giorno nel mondo muoiono oltre 3mila persone sulla strada per incidenti. Statisticamente, quindi, non c’è paragone: viaggiare in aereo è enormemente più sicuro che andare a lavorare o a comprare il pane, gesti quotidiani che facciamo tutti senza valutare i rischi. Pensate che perfino i leoni mangiano più uomini (in media 100 all’anno) di quanti non ne muoiano in incidenti aerei.

E allora perché questa tremarella quando dobbiamo prendere un aereo? Le ragioni, come dicevamo, sono assolutamente irrazionali: il motivo principale è che non abbiamo il controllo della situazione. Prendere un aereo (contrariamente a guidare un’auto) significa affidarsi ciecamente alle competenze di un pilota. Significa non avere alcun controllo della situazione: in aereo non c’è nulla che possiamo fare per risolvere situazioni critiche. Il secondo motivo è la consapevolezza di non avere il terreno sotto i piedi. Questa spiacevole sensazione produce una dose di insicurezza generale, di precarietà. Produce ansia, in quanto non possiamo porre alcun rimedio in caso di necessità. Infine c’è la consapevolezza che l’aereo non può fermarsi e farci scendere… e ovviamente che un incidente aereo difficilmente lascia scampo. Tutti fattori che si sommano e si mescolano nella nostra mente, pensieri che magari non affiorano a livello di coscienza ma che covano nelle ceneri della nostra psiche.

Anni fa, durante il volo di ritorno di una vecchia compagnia aerea (poi fallita) che riportava a casa i pellegrini da Lourdes, l’aereo ebbe un sobbalzo improvviso lasciando tutti con il fiato sospeso. In quel momento la flebile voce di una vecchietta, Teresa Gina Anselmi, si levò nel tombale silenzio generale: “Oddio, avem ciapà un sass” (tradotto dal dialetto milanese: Oddio abbiamo preso un sasso), seguito da una risata liberatoria di tutto l’aereo. Ecco, la signora Teresa Gina Anselmi ha interpretato nella sua semplicità, il giusto stato d’animo in cui bisogna porsi quando si sale in aereo (come del resto nella vita): una sana dose di ironico fatalismo, senza dimenticare le ferree statistiche che confermano sempre di più l’aereo come il mezzo di trasporto più sicuro al mondo.

La nostra ora giungerà solo ogni 7 milioni e mezzo di volte che prenderemo l’aereo, cioè praticamente mai tramite quel missile di metallo con le ali. Rassegnamoci dunque all’idea che difficilmente, ma molto difficilmente, moriremo in aereo. E pensiamo piuttosto a come vivere meglio e in modo sano tutti i giorni.

Guardate la statistica su quanto siano letali gli animali e leggiamola tenendo presente i 44 morti all’anno (2017) per incidenti aerei.

A livello razionale possiamo comunque fare molto per controllare la nostra paura di volare. Tanto per cominciare, quando sentiamo quei tanto fastidiosi sussulti, dobbiamo pensare che: 1. la causa sono le turbolenze atmosferiche e non l’aereo che sta andando a pezzi; 2. i rumori dovuti ai sobbalzi percepiti in cabina sono quelli dei bagagli che sbattono nelle cappelliere o delle bottiglie delle assistenti di voli nei carelli, non di bulloni che saltano via o di ferraglia che si sgancia dalla struttura portante della cabina; 3. che un aereo è una struttura solida e ce ne vuole di perturbazione nei cielo per farlo a pezzi.

Gli aerei moderni sono dotati di sistemi di autocontrollo tali da renderli quasi perfetti. L’errore che provoca incidenti è solitamente umano. Ma anche i piloti sono ormai più che addestrati e i sistemi di manutenzione sottoposti a rigidi controlli internazionali.

Un buon decalogo da rileggere prima di prendere l’aereo (quasi fosse un mantra pre–imbarco) e per controllare l’aerofobia può essere questo:

1.       Convinciamoci che la nostra paura è indotta da interpretazioni erronee di normali condizioni legate al volo. Abbiamo fatto l’esempio dei sobbalzi per turbolenze esterne, ma pensiamo anche a un calo di potenza in fase di decollo: questo calo di accelerazione viene percepita come una difficoltà dell’aereo. Invece no, è il pilota che decide di ridurre la velocità perché è ormai superata la fase iniziale e non vuole buttare via carburante e inquinare il pianeta.

2.       Solitamente la paura genera ansia. O addirittura un vero e proprio attacco di panico. Prendiamo atto di questa nostra conformazione psichica e non lasciamoci fuorviare da questi meccanismi: facciamocene una ragione: è tutto rinchiuso dentro la nostra mente.

3.       Ascoltiamo musica perché la musica calma le tensioni.

4.       Pensiamo alle cose positive che ci attendono, specie se siamo in partenza per una vacanza.

5.       Consideriamo che non siamo i soli ad avere paura. Secondo i sondaggi un italiano su 2 soffre di aerofobia, ciò significa che in aereo siamo circondati da persone nelle nostre stesse condizioni.

6.       E’ difficile vincere la paura, ma è facile dominarla. Impariamo a distrarci facendo cose piacevoli, magari concedendoci una buona lettura.

7.       Evitiamo caffè, alcolici e bevande eccitanti perché non aiutano a farci superare le situazioni di stress e ansia. Piuttosto riposiamoci a dovere prima di partire per evitare che la stanchezza amplifichi il malessere. Evitiamo di guardare il meteo prima di partire in cerca di turbolenze inesistenti ed evitiamo distruttive ricerche in rete dei disastri aerei più recenti.

8.       Mettiamo in atto qualche buona tecnica di rilassamento, come il training autogeno o lo yoga (per quanto possibile prima di imbarcarci) attivando la respirazione diaframmatica.

9.       Non stressiamo il personale di bordo con domande impossibili. Certo, potete chiedere spiegazioni, e le assistenti di volo saranno liete di darvele, ma senza diventare ossessivi.

10.   Conversiamo con il nostro partner, consapevoli che non ci sono sassi nel cielo.

Buon volo.