A vela sulla spiaggia (non in mare)

Avete mai pensato di veleggiare sulla spiaggia? Certo, sembra strano, eppure ci sono luoghi dove questo non solo è possibile ma è praticato normalmente. L’idea di un mezzo di trasporto a vela sulla terra non è nuova, il primo testo conosciuto descrive l’uso cinese di alberi e vele montati su veicoli di grandi dimensioni, è il Libro del Maestro Golden Hall scritto dal principe ereditario Xiao Yi intorno all’anno 550 DC. Egli scriveva che Gaocang Wushu aveva inventato una “carrozza trasportata dal vento” in grado di portare una trentina di persone alla volta. Dopo il 1950 i “windwagons” furono utilizzati per il trasporto attraverso le grandi pianure americane e persino la NASA nel ha sviluppato un modello, il “Zephyr” rover Landsailing, un concetto per un rover a propulsione eolica destinato a veleggiare sulla superficie di Venere. Dagli anni ’50 in poi si sono sviluppati anche e soprattutto come mezzo ricreativo e sportivo, divisi poi in classi e categorie e partecipanti a campionati internazionali e mondiali.

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Si toccano i 200 km orari

Quello che serve, ovviamente, è vento costante e spazi dove veleggiare, luoghi non difficilissimi da trovare ma che vedono un ambiente ideale sulle spiagge della Normadia, dove i due elementi non mancano certo. La dimensione delle spiagge e la straordinaria costante ventilazione unite a relativa facilità d’uso e maneggevolezza rende i piccoli sand-yacht monoposto un mezzo ricreativo curioso ed attraente, alla portata di quasi tutti, con qualche piccola istruzione, ovviamente. Così, nel nord della Francia, i nostri soggiorni potranno in qualsiasi stagione trasformarsi in un’avventura mozzafiato. Anche se è impensabile voler raggiungere il record di velocità, che è stato di 202 km/h nel 2009, questi veicoli possono essere molto veloci, per questo opportunamente equipaggiati e protetti, si possono provare emozioni altrimenti difficili da ripetere. Il limite di una barca a vela è proprio il mezzo in cui naviga, che oltre a limitarne la velocità, per via della densità e delle onde, non permette manovre repentine e controllate come sulla terraferma, dove, invece, possiamo dare libero sfogo a quasi tutte le nostre emozioni. Pronti quindi a partire, per prendere il controllo di uno di questi straordinariamente semplici ed intriganti mezzi di trasporto, il cui limite, oltre al vento, sarà dato solo dalle vostre emozioni!

Un luogo si classifica punto di fuga se ti mette a stretto contatto con la natura e la natura è dominante
se ti fa star bene con te stesso se ti fa venir voglia di non tornare più a casa
se ti dà emozioni forti se, una volta tornato, lo porti con te nel cuore
PUNTO DI FUGA A vela sulle spiagge di Normandia
Perché è un punto di fuga (giudizio dell’autore) Perché vento e velocità aiutano a lasciare indietro preoccupazioni e problemi
Punteggio da 1 a 10 7
Consigli Prepararsi a volare nel vento