L’arco dimenticato

IN VALLE D'AOSTA UNA PREZIOSA TESTIMONIANZA DI EPOCA ROMANA

Chi viaggia nel traffico veloce dell’autostrada non lo nota, ma percorrendo la statale all’altezza di Donnas, in Valle d’Aosta, non si può fare a meno di vederlo: è un arco scolpito nella pietra sul fianco della montagna che contrasta con il verde paesaggio circostante. Si tratta di un manufatto di epoca romana facente parte di quella che era la strada romana delle Gallie voluta duemila anni fa da Giulio Cesare per collegare tra loro la piana del Po e le regioni mediterranee alle regioni alpine, quale infrastruttura necessaria all’espansione militare e politica del tempo. L’arco non è tutto ciò che resta della strada, anche il ponte romano di Pont Saint Martin, uno dei tanti “ponti del diavolo” esistenti in Italia, ed il tratto aggrappato alla roccia di Pierre Taillée nel comune di Avise è spettacolare, e certamente il più curioso essendo stato scolpito nella viva roccia insieme al tratto viabile che misura complessivamente ben 221 metri.

La stretta valle e la probabile maggior portata d’acqua del fiume Dora ai tempi dei romani devono aver suggerito questa ardita soluzione che è una vera e propria sfida alla natura per ricavare una strada intagliando nella roccia viva pareti perfettamente verticali ed un passaggio ad arco di 4 metri di spessore, 4 metri di altezza e quasi 3 metri di larghezza. Un intervento che dimostra una raffinata tecnica ingegneristica. Notare l’arco non è facile e non è una grande meta turistica, ma merita una sosta. La strada però, oggi piccolo monumento che testimonia un passato lontano, è stata per moltissimi secoli un importante passaggio: nel Medioevo l’arco servì persino come porta del Borgo e veniva chiuso durante la notte per ragioni di sicurezza. Una pietra miliare in prossimità dell’arco informa che per raggiungere Augusta Praetoria, cioè Aosta, mancano ancora XXXVI (26) miglia, all’incirca 54 km.

La porzione di strada riconoscibile ma senza reperti è oggi in molti tratti sepolta sotto le Statali 26 e 27 ed è dal Medioevo parte integrante della via Francigena che dall’Inghilterra conduceva a Roma ed ai porti d’imbarco per la Terrasanta in Puglia, da dove partivano pellegrini e crociati.