Bussana Vecchia, il borgo degli artisti

Un movimento di artisti basato sulla filosofia hippy ha fatto rinascere questo piccolo centro della Liguria

Si tratta di un caso quasi unico, dovuto a un terremoto che molto tempo fa, nel 1887, ha distrutto un paese facendone fuggire gli abitanti, ma questa volta l’antica struttura ha avuto la sua riscossa: sono stati artisti provenienti da tutto il mondo a farlo rivivere. Si tratta precisamente di Bussana Vecchia, un piccolo paese arroccato sulle montagne alle spalle della più celebre città di San Remo, di cui è anche frazione collinare, che fino all’anno del violento terremoto era intensamente popolato, ma che dopo la violenta scossa che lo distrusse fece decidere gli abitanti, dopo un periodo trascorso in baracche di fortuna, a trasferirsi in massa sulla costa, rifondandolo tre chilometri più a valle, dove si trova tuttora come frazione costiera ed industriale de più famoso comune di San Remo.

Dopo l’esodo, l’accesso al paese vecchio fu chiuso, facendolo diventare un borgo fantasma per molto tempo, fino a quando, a partire dagli anni ’60, le vecchie macerie furono scoperte ed occupate da decine di artisti provenienti da tutto il mondo che, pian piano, iniziarono a recuperare le case riqualificandole e trasformandole in piccoli atelier/negozi dove molti di essi tuttora vivono del proprio lavoro artigianale. Questo movimento di artisti, basato sulla filosofia hippy, ridiede così grande vita al borgo che attirò su di sé un grande interesse locale, al punto che gli eredi dei proprietari ancora identificabili si riunirono in associazione per riappropriarsi degli edifici, che se prima erano macerie inutili e costose da mantenere adesso erano tornati interessanti e di valore.

Il paese fu così cintato nella parte alta e venne avviato un contenzioso legale non ancora completamente risolto, anche a causa dell’intervento del demanio che è oggi proprietario della maggior parte degli edifici superstiti, e creando una situazione tipicamente italiana, fatta di case occupate abusivamente, tasse e/o affitti non pagati e privati cittadini che reclamano diritti ormai quasi persi o profondamente modificati nel tempo. Contenziosi legali a parte, il borgo è comunque da allora una graziosa e pittoresca attrazione turistica ed anche se ha raggiunto il suo apice di visite negli anni ’80, quando vi arrivarono ad abitare fino ad un centinaio di artisti, è ancor oggi abbastanza visitato nonostante gli artisti si siano ridotti a poche decine. Nell’interessante e curiosa area visitabile liberamente si trovano pittori, scultori, artigiani di ogni tipo e persino qualche bar, un ristorante e degli affittacamere di fortuna, anche se, alla fine, quasi tutti i turisti terminano la visita nella suggestiva chiesetta sconsacrata in mezzo al paese, di cui si può apprezzare ancora parte dello stile barocco originario e che ha un prato al posto del pavimento ed il cielo come volta, e nel vecchio castello, che però era già in rovina prima del sisma.